Vettel: “Io e la Ferrari sappiamo cosa vogliamo”

13 marzo 2018 – Berlino (Germania)

Sebastian Vettel, 30 anni, quattro titoli iridati in F1. Ap

Sebastian Vettel, 30 anni, quattro titoli iridati in F1. Ap

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“In Ferrari siamo tutti motivati, io stesso metto pressione su me stesso. La cosa importante è restare uniti come squadra e avere un preciso obiettivo”. È un Sebastian Vettel motivato quello che si affaccia al Mondiale in partenza a Melbourne tra meno di due settimane. In un’intervista a Sport Bild, il tedesco del Cavallino non ha nascosto la grande carica che c’è all’interno della Scuderia per riportare a Maranello il Mondiale piloti che manca dal 2007: “La passione all’interno della Ferrari è palpabile e tutti stanno sacrificando qualcosa di personale per il successo del team”.

i test
Ma come sta la Ferrari? “Credo che la nostra SF71H sia una buona base da cui partire. Ora lavoreremo sullo sviluppo per esplorarne e migliorarne ancora il potenziale. Ho molta fiducia nella squadra. Abbiamo fatto un buon lavoro anche noi in termini di distanza percorsa, coprendo in totale 4323 km. Da parte mia ne ho fatti 875 in un giorno, l’equivalente di 188 giri, e un totale di quasi tremila! Non abbiamo avuto nessun vero problema sulla macchina, e mi sono anche divertito a guidarla. Il passo gara dei rivali? Mercedes e Red Bull hanno usato un solo tipo di pneumatico per la simulazione di gara. Questo non si può fare in un vero GP e ha un’influenza sulle strategie e sul risultato finale. Non vedo l’ora di cominciare, ho fiducia nella nostra auto”.


le motivazioni
Seb è un quattro volte iridato, ma la motivazione resta alta: “Non la vedo come una questione anagrafica – ha detto – è la fame a mantenere alte le motivazioni, sta a te decidere fino a che punto puoi essere veloce abbastanza per stare davanti. Conta restare freddi e analitici, facendo un passo alla volta per non saltare dei passaggi, è per questo che mi considero una persona da passo dopo passo”.

RIVALE HAMILTON
Su Lewis Hamilton: “Lewis è un quattro volte iridato, uno dei migliori della Formula 1. È un rivale in pista, non nella vita. Onestamente non mi importa contro chi gareggio, ma è ovvio che se batti Hamilton o Alonso in definitiva è meglio e ti fa essere orgoglioso. È noto l’elevatissimo livello di Lewis o Fernando”.

critiche (baku e singapore)
L’anno scorso Seb è stato molto criticato per la reazione contro Hamilton a Baku e l’errore in partenza a Singapore. Il tedesco la vede così: “Tutti possono giudicare chi commette errori. Certo, non si dovrebbero superare certi limiti, ma a volte nella vita succede, se ciò non accadesse io penso non sarebbe vita. Tutti possono giudicare e formarsi un’opinione, la vita va avanti. Singapore non è stata facile da digerire perché la gara avrebbe potuto finire molto meglio, è stata dura da accettare. È andata così. Si poteva fare meglio? Ce lo si può chiedere sempre. Ma è successo”.

halo e grid girls
Sulle novità 2018, l’introduzione dell’Halo e l’abolizione delle grid girls, sostituite dai bambini-piloti delle mini serie: “L’Halo non è bello esteticamente ma va giudicato per la sicurezza, se anche una sola vita può essere salvata grazie ad esso, ecco che sarà stata giustificata la sua utilità. Le grid girls non ci sono più? A me sta benissimo vedere i ragazzini in griglia, come accade nel calcio da tempo. È una bella idea per la Formula 1”.

IL PERICOLO
Il pericolo della F1: “Il pericolo non mi spaventa, in auto mi sento sicuro, a quelle velocità non pensi mai al pericolo di quello che potrebbe accadere perché si è sempre al limite. Ho rispetto della sicurezza”.

CHE BELLO TAGLIARE IL PRATO
Poi Seb rivela anche un lato più privato, qualcosa che gli dà veramente soddisfazione: “È tagliare il prato. Ho una piccola falciatrice con cui taglio l’erba e quando il lavoro è fatto bene mi sento veramente soddisfatto”.

 Gasport 

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